Questa favola si adatta agli spilorci e a quelli che, sebbene nati poveri, cercano di apparire ricchi. Un cane, mentre dissotterrava ossa umane, trovò un tesoro. Ma, poiché violando una tomba aveva fatto oltraggio ai Mani, le anime dei morti, queste gli misero nel cuore una tale cupidigia che, prima o poi, gli avrebbe fatto scontare il sacrilegio contro la santa religione. E così il cane, per stare di guardia al tesoro, dimenticò di mangiare e morì di fame. Si dice che un avvoltoio, posandosi su di lui, così abbia detto: “Ben ti sta! te lo sei meritato se adesso sei lì morto! d’un tratto hai desiderato ricchezze proprio tu, che sei stato concepito per strada e sei stato allevato nel letame!”.

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